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tutto quello che dovreste

 sapere sulle schiume

© 2024 vanity fire. Tutti i diritti riservati.

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Dal 23 OTTOBRE 2030 non sarà consentito immettere sul mercato o utilizzare schiume contenenti ΣPFAS ≥ 1 mg/L (1 ppm). PFOS, PFOA, PFHxS, PFCA C9-C14 e gli usi limitati diPFHxA sono inclusi nella determinazione dei ΣPFAS totali.

 

A decorrere dal 23 ottobre 2026, l’uso delle PFAS nelle schiume antincendio in una concentrazione pari o superiore a 1 mg/l per la somma di tutte le PFAS è soggetto alle seguenti condizioni da parte dell'utilizzatore:

  • garantire che le schiume antincendio siano utilizzate solo in caso di incendi di classe B;
  • ridurre le emissioni nei comparti ambientali e l’esposizione umana diretta e indiretta alle schiume;
  • garantire la raccolta differenziata delle scorte di schiume antincendio non utilizzate e dei rifiuti contenenti PFAS, comprese le acque reflue e garantirne la gestione ai fini di un trattamento (termodistruzione >1100°C).

 

L'utilizzatore deve inoltre definire un “piano di gestione delle schiume antincendio contenenti PFAS”, contenente le informazioni sotto riportate, specifico per il luogo in cui sono utilizzate tali schiume antincendio. Tale registro deve essere aggiornato annualmente, conservato per almeno 15 anni e reso disponibile alle autorità competenti su richiesta:

  • obbligo di etichettatura per le schiume antincendio contenenti PFAS con concentrazioni pari o > a 1 mg/l. L’etichetta deve riportare laseguente dicitura:

 

 

 

 

 

 

  • le schiume potranno essere impiegate esclusivamente per incendi di classe B;
  • gestione dei rifiuti: gli utilizzatori dovranno adottare misure per limitare l’impatto ambientale dei rifiuti contenenti PFAS:
    • separazione delle scorte inutilizzate e dei residui, comprese le acque reflue, ove tecnicamente possibile;
    • trattamenti finalizzati alla distruzione o trasformazione irreversibile del contenuto di PFAS;
    • incenerimento ad alta temperatura (≥ 1.100°C), in impianti idonei (compreso le acque);
  • informazioni sull’uso e sulle quantità di schiuma presenti nel sito;
  • misure per la riduzione delle emissioni e della potenziale esposizione umana;
  • modalità di gestione dei rifiuti, incluse le acque contaminate;
  • procedure di pulizia e manutenzione delle attrezzature;
  • piani per la gestione di perdite accidentali;
  • strategia di sostituzione delle schiume PFAS con alternative fluorine-free.

“ATTENZIONE: contiene sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) con una concentrazione pari o superiore a 1 mg/l per la somma di tutti i PFAS”

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attenzione alle nuove

normative!

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Il passaggio alle schiume Fluorine-Free (F3 o SFFF) rappresenta una vera e propria rivoluzione epocale per il settore dell'antincendio, guidata dalla necessità di eliminare i PFAS. 

 

Non si tratta di una semplice sostituzione di un liquido, ma di uno stravolgimento radicale che tocca sia la sfera normativa che la progettazione ingegneristica degli impianti.

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Lo Showroom

I tassi di applicazione specifici cambiano in modo radicale a causa delle diverse proprietà fisiche delle nuove schiume SFFF, molto più viscose, rispetto alle vecchie schiume fluorurate. 

 

Mentre le vecchie schiume AFFF creavano un film acquoso che si stendeva rapidamente sul carburante consentendo portate minori, le schiume SFFF creano una coltre meccanica più densa – se generata correttamente - che necessita di maggiore energia, portate più elevate e coefficienti correttivi.

 

Indispensabile il ricalcolo del dimensionamento idrico e la revisione dei dispositivi di proporzionamento ed erogazione: 

  • i serbatoi d'acqua e le pompe devono essere spesso ingranditi o potenziati per supportare l'aumento della portata idrica complessiva del sistema;
  • i miscelatori esistenti e gli erogatori/generatori di schiuma devono essere quasi sempre sostituiti perché i vecchi componenti non sono in grado di gestire i nuovi volumi di scarica e la maggiore viscosità del liquido. I sistemi richiedono una portata d'acqua maggiore o tempi di scarica prolungati, con un impatto dimensionale sulle riserve idriche antincendio.

 

La riprogettazione di un impianto antincendio per il passaggio alle schiume senza fluoro (F3) è un'attività complessa che richiede competenze multidisciplinari e deve essere eseguita da professionisti e soggetti abilitati.

 

Sarà inoltre obbligatorio eseguire una procedura di rimozione dei PFAS certificato dell'intero sistema (serbatoi, tubazioni, valvole).

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